Diario di Mamma // Piacere, sono il senso d’impotenza

Voglio condividere con te quella che sarà una delle situazioni meno simpatiche e felici dell’essere genitore, con la speranza che sia di confronto e conforto con chi si troverà ad affrontare situazioni analoghe.

Il mio primogenito, a breve dovrà sottoporsi ad un intervento all’ernia inguinale, ed io ad un trapianto di cuore perché da quando ho avuto la conferma di questo intervento il senso di impotenza è salito a livelli altissimi tanto da bloccare a tratti il battito del mio cuore ( micro infarti,li chiamo io).

Che poi il fatto di esserci rivolti al miglior chirurgo pediatra della regione (e non solo a quanto pare perché in sala d’attesa (a Catania) ho conosciuto genitori venuti appositamente da Reggio Calabria mandati da altri della loro zona perché troppo bravo, dovrebbe lasciarmi un senso di tranquillità e invece non lo trovò proprio questo senso.. anzi a dirla tutta appena usciti da quella porta un pianto isterico mi ha spiazzato. 

Sarà sicuramente stato l’accumulo di anni e notti insonni perché già da un po’ mi avevano preannunciato questa possibile evenienza, la pediatra in primis, che quando mi disse: “molto probabilmente andrà operato” ha notato la mia espressione che con noscialnsss cercava soluzioni alternative come: “ma probabilmente crescendo questa cosa scompare?!
Magari i muscoli si stringono con la crescita e quindi non ci sarà bisogno di un intervento per risolvere il problema..magari!”
La sua espressione diceva tutto: “vuoi il mio stetoscopio e la fai tu la dottoressa??”

Poi il fattore economico ( perché ovviamente tutto pagato ) ha rallentato e cullato la mia ansia: eh ma questo mese non abbiamo i soldi , troppe spese non possiamo ..ecc, ecc.

Insomma un elenco infinito di scuse per raggirare la soluzione che finalmente ha visto la luce inquadrando l’unico obiettivo indiscusso il bene del mio bambino.

Data fissata.

Day hospital, in serata saremo tutti a casa, meno male anche perché un pensiero in meno per quanto riguarda il fratellino :
e con chi rimane?
Mangerà?
Dormirà? 
Cagherà? 
Tutta questa serie di quesiti sulla sua sopravvivenza.

Più che ansia, più che stress ho capito che questa situazione l’ho vissuta male, a causa del fattore “senso di impotenza”

Il fatto che io mamma, io che ti ho portato in grembo e messo al mondo non posso gestire questa tua situazione figlio, ma che debba dipendere da qualcuno è un macigno che schiaccia la mia anima. 

Per dipendere da qualcuno non intendo il medico, ma il riuscire totalmente ad affidare le mie paure al Signore .

È difficile perché tocca quello che ho di più caro, è difficile perché alcune volte mi sento lontana da lui, è difficile ma.. come tutte le cose difficili non c’è cosa più bella della liberazione che solo lui può darci.

Rimetto i tasselli a posto e lascio fare al medico il suo mestiere..
A dio il suo lavoro..

A me non resta che accettare la sua volontà prendendo le cose così come vengono e spruzzare tanto amore al mio piccolo cucciolo preparandolo a quello che sarà solo un bel gioco.

...

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